Cesc Fabregas analizza con lucidità la sconfitta del Como contro il Feyenoord in Champions League. Il tecnico spagnolo parte dalle condizioni di Diao, sostituito dopo aver avvertito di non riuscire più a correre, per poi soffermarsi sulle difficoltà incontrate dalla sua squadra in una competizione che rappresenta soprattutto un’opportunità di crescita.
«Diao sentiva che non poteva più correre. Valuteremo come sta e speriamo di averlo cambiato prima che fosse troppo tardi», ha spiegato Fabregas, sottolineando quanto l’attaccante fosse importante per il piano gara preparato alla vigilia: «Il modo in cui avevamo scelto di giocare era pensato anche per lui».
Nonostante il risultato negativo, l’allenatore del Como riconosce i meriti degli avversari e il peso del fattore campo. «Giocare in casa e in trasferta è un mondo a parte. Scendere in campo in uno stadio come questo, contro una squadra abituata a vincere, non è facile. Siamo riusciti anche a metterli in difficoltà, ma loro sono più forti e hanno meritato la vittoria».
Fabregas non nasconde, inoltre, quanto sia elevato il livello della massima competizione europea: «La Champions è il torneo più difficile. A volte il livello è persino superiore a quello di un Mondiale».
Il tecnico spagnolo, però, invita a guardare oltre il risultato e a considerare il percorso compiuto dalla società. La qualificazione alla Champions rappresenta un traguardo raggiunto in anticipo rispetto alle previsioni e un’occasione preziosa per acquisire esperienza, soprattutto per i giocatori alla prima esperienza europea da titolari.
«Sono tranquillo perché questa Champions è un regalo, frutto della magnifica stagione passata. È una motivazione in più anche per i ragazzi che hanno esordito da titolari in Europa. Siamo arrivati in Champions cinque anni prima rispetto a quanto avevamo preventivato».
Un messaggio chiaro quello di Fabregas: la delusione per la sconfitta non cancella il valore del percorso del Como. Per i lariani, il palcoscenico europeo resta una straordinaria opportunità per crescere, misurarsi con avversari di alto livello e costruire esperienza in vista del futuro.


