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L’ora delle scelte sbagliate.Questione di manico di Luca Mencacci
Rievocando Francesca Schiavone

L’ora delle scelte sbagliate.Questione di manico di Luca Mencacci

Ed invece siamo qui a cercare di capire come sia possibile distruggere un sogno in poche ore. C’erano voluti anni prima che Pecco Bagnaia concretizzasse la superiorità tecnologica nella vittoria di un titolo mondiale.

Anzi due. Anni di sogni e duro lavoro, di piloti veloci ma non velocissimi, di sconfitte subite dal duo invincibile costituito da Marquez e dalla Honda.

Dai tempi di Stoner non si aveva un campione che in sella ad una rossa esprimesse con continuità il suo talento. Eppure sembra che questo non basti.

Iniziamo subito dal punto e facciamoci una domanda. Chi detta la legge? Nel Far West chi ha la colt più veloce, nel motomondiale pure.

Se hai costruito il missile più veloce del mondo, ti alzi la mattina e decidi quali team possono averlo e quali piloti possono guidarlo. Punto.

Se hai una visione strategica della tua azienda, il tuo volere assoluto viene smussato da razionali valutazioni sulla convenienza di tenerti i tre migliori quanto giovani talenti su piazza e il team privato che lo scorso anno si è portato a casa il titolo a squadre. Per tacer del Morbido che ha ripreso a guidare.

Ma se hai paura, tutto questo ragionamento non vale una gomma bucata.

Se hai paura che Marquez il fenomeno distrugga gli anni del tuo lavoro salendo su una Ktm o su una Aprilia, dillo subito a Bagnaia, Martin e Bastianiani.

Se hai paura che quei tre fermoni non siano in grado di misurarsi con il giovane Acosta, permetti a Marquez di dettare la legge in casa tua e fai l’unica cosa che non dovevi fare. Portarlo in rosso.

E allora, una cosa deve essere chiara a tutti. Se hai paura, lo è perché non credi nel pilota che ti ha portato due campionati del mondo.

Non abbiamo mai compreso la gestione di piloti da parte del management ducati.

Certo di cose, il management Ducati, ne saprà molte più di noi che giriamo da un bar all’altro su una vecchia custom e discettiamo perle di saggezza da questa tastiera. Retroscena indicibili che noi umani possiamo solo immaginare.

Però iniziare una settimana con l’idea di portare Martin in rosso, Marquez in Pramac e ipotizzando persino una quinta Panigale 2025 in pista per Bastianini e finirla invece con Martin in Aprilia, firma rabbiosa di chi giustamente incazzato come un toro, Bestia forse in Gas gas, anche se magari sarebbe meglio aspettare che Noale rinnovasse a Vinales, e Pramac ad un passo dai soldi, non dai cavalli di Yamaha, a noi sembra veramente una scelta disastrosa.

Laddove l’aggettivo disastrosa, parola che non rende bene l’idea della componente oggettiva negativa e di quella soggettiva legata al disprezzo personale, è peraltro una scelta imposta dal nostro direttore.

Noi gli avevano detto che disastrosa “non era una opzione” ma quello consapevole che le regole le fa chi comanda aveva risposto … beh lo potete immaginare.

Pecco una cosa sola aveva chiesto.

Mettete in rosso chi vi pare basta che non venga a rompere l’armonia del team. Le ultime parole famose. Pare già vederla la serena coabitazione nello stesso box di papà Marquez con Tardozzi. Senza contare che più volte Valentino Rossi ha dimostrato attaccamento e vicinanza ad uno dei suoi allievi preferiti.

Persino Dall’Igna ha espresso una moderata preoccupazione sul futuro, gettando una certa curiosità su chi comandi veramente in Ducati.

In questa rubrica, abbiamo sempre tifato rosso per via di un binomio tutto italiano che ci riempiva il cuore di speranze e di gioia. Ci siamo spesso adombrati per un deficit non di personalità, ma di esuberanza che nell’epoca mediatica attuale conta tanto. Forse troppo. Ma non abbiamo mai fatto mancare il nostro appoggio per una storia eroica che ci riporta indietro alle leggendarie vittorie di Agostini su MV Augusta, di Umberto Masetti e di Libero Liberati su Gilera.

Continueremo da farlo ma se Bastianini firma per Noale, allora una cosa deve essere chiara per tutti. Il nero, quello di Capitan Harlock o, per i più giovani, di Jack Sparrow, sarà il colore della rivalsa contro un management che nonostante due titoli ha dimostrato una volta per tutte di non considerare Bagnaia per il campione che è.

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