(Rosario Murro) – Ha il volante tra le mani da quando era bambino, ma ora stringe tra le dita il trofeo più ambito del motorsport mondiale.
Andrea Kimi Antonelli ha compiuto un’impresa titanica, dominando il campionato di Formula 1 e conquistando il titolo iridato con ben quattro Gran Premi d’anticipo. Un trionfo matematico che ha fatto esplodere di gioia l’Italia intera e tutti gli appassionati delle quattro ruote, consacrando un talento purissimo e precoce.
Nessuno, probabilmente, avrebbe pronosticato un successo così fulmineo. Salire sul tetto del mondo in tempi così brevi e contro avversari già “svezzati”, veterani e mostri sacri della griglia come Max Verstappen, Lewis Hamilton, Lando Norris, Charles Leclerc e Oscar Piastri, è roba da predestinati.
A rendere l’impresa ancora più straordinaria è stata la feroce battaglia vissuta all’interno dello stesso box Mercedes. Il compagno di scuderia George Russell ha tentato in tutti i modi di arginare lo straripante talento del giovane italiano, ingaggiando duelli al millimetro e gare a tutto gas in ogni singolo appuntamento del calendario. Ma la guida spregiudicata, pulita e chirurgica di Kimi ha avuto la meglio, zittendo i dubbi e polverizzando i record di precocità.
Dal primo metro in pista alla festa iridata, Antonelli ha dimostrato di non essere solo una promessa, ma una splendida e solida realtà. Di fronte a un’ascesa così travolgente e a un talento capace di riportare l’Italia ai vertici assoluti della Formula 1, non resta che fare una sola cosa davanti Kimi: giù il cappello!


