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FIFA, Infantino nella bufera: la UEFA chiede chiarezza e cresce la pressione per le dimissioni

La posizione di Gianni Infantino alla guida della FIFA è sempre più delicata.

Le polemiche legate al progetto da 4,2 miliardi di dollari per la gestione dei diritti commerciali della Coppa del Mondo continuano ad alimentare tensioni ai vertici del calcio mondiale, con la UEFA in prima linea nel chiedere trasparenza e risposte concrete. Le scuse presentate dal presidente durante la riunione del Consiglio direttivo del 15 ottobre non sono bastate a placare le critiche.

Al centro della controversia c’è il piano, successivamente accantonato, che prevedeva il coinvolgimento di investitori privati nella gestione dei diritti del Mondiale. L’operazione avrebbe coinvolto un gruppo guidato da Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump. La vicenda ha sollevato interrogativi sulla valutazione economica della società destinata a gestire i diritti commerciali e sulle modalità con cui è stato elaborato il progetto.

Durante l’incontro, durato circa tre ore e mezza, Infantino si è scusato con i membri del Consiglio per non averli informati adeguatamente e per le polemiche generate dall’iniziativa. Tuttavia, non sono stati presentati nuovi documenti né sono arrivate risposte considerate soddisfacenti dai rappresentanti europei. Debbie Hewitt, vicepresidente della FIFA e presidente della Football Association inglese, ha invitato il numero uno del calcio mondiale a chiarire la propria posizione, mettendone in dubbio l’idoneità a proseguire il mandato in caso di ulteriori mancate risposte.

La UEFA non sembra intenzionata a fare passi indietro e punta a ottenere chiarimenti in vista delle elezioni presidenziali della FIFA previste per marzo. Bernd Neuendorf, presidente della Federcalcio tedesca e membro del Consiglio direttivo, ha espresso apertamente la propria insoddisfazione: secondo il dirigente, l’organizzazione ha bisogno di una leadership capace di ristabilire credibilità e fiducia.

La controversia ha assunto anche una dimensione giudiziaria. La UEFA ha avviato iniziative presso i tribunali statunitensi per ottenere documenti utili a una possibile denuncia penale contro Infantino in Svizzera. Al centro delle verifiche ci sarebbero presunte irregolarità nella gestione finanziaria dell’operazione e nella valutazione della società che avrebbe dovuto occuparsi dei diritti commerciali. Si tratta di ipotesi che dovranno essere verificate nelle sedi competenti.

Restano inoltre senza risposta alcuni interrogativi relativi al caso del cartellino rosso mostrato a Folarin Balogun durante la Coppa del Mondo e al presunto intervento di Donald Trump in favore dell’attaccante. La FIFA dovrà anche decidere se proseguire con il premio per la pace istituito nel dicembre precedente e assegnato allo stesso presidente statunitense.

Le scuse di Infantino, dunque, non hanno ricomposto la frattura con i dirigenti europei. La richiesta di maggiore trasparenza resta al centro del confronto e il caso rischia di pesare sul futuro della FIFA, proprio mentre si avvicina una nuova fase decisiva per la leadership del calcio mondiale.

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