Ivan Provedel è il nuovo portire dell’Inter. Ci sono storie che sembrano scritte dal destino e altre che prendono una direzione inaspettata. Quella di Ivan Provedel appartiene alla seconda categoria. Prima di diventare uno dei portieri più apprezzati del panorama italiano, il friulano era infatti un attaccante dal gol facile, tanto da essere considerato una delle promesse offensive del settore giovanile del Pordenone. Eppure, il suo sogno non era segnare, ma difendere la porta.
Nato a Pordenone il 17 marzo 1994 e cresciuto nella vicina Visinale, Provedel è l’ultimo di sei figli. Le sue radici affondano tra Italia e Russia, il Paese d’origine della madre, un legame che custodisce anche una curiosità singolare: i suoi nonni vivevano nello stesso quartiere del leggendario Lev Yashin, l’unico portiere ad aver conquistato il Pallone d’Oro. Una coincidenza che, con il passare degli anni, ha assunto quasi il sapore di una profezia.
Prima di indossare i guantoni, però, Ivan faceva parlare di sé per i gol. Tra Visinale, Treviso e Pordenone cresce come centravanti e dimostra un innato fiuto sotto porta. La stagione che lo consacra arriva con i Giovanissimi regionali del Pordenone, chiusa con uno straordinario bottino di 27 reti. Numeri che avrebbero convinto chiunque a proseguire quella strada.
Ma il giovane Provedel aveva altri piani. Fin da bambino era rimasto affascinato dalle parate di Francesco Toldo durante gli Europei del 2000. Da allora il desiderio di diventare un portiere non lo ha più abbandonato, fino a trasformarsi in una scelta irrevocabile. Al termine della stagione da bomber, mise tutti di fronte a un aut aut: avrebbe giocato esclusivamente tra i pali, altrimenti avrebbe lasciato il calcio.
La sua determinazione trovò subito un alleato in Renzo Zanet, preparatore dei portieri del Liapiave, che intuì il potenziale del ragazzo e gli offrì la possibilità di reinventarsi completamente. Fu il primo passo di un percorso tutt’altro che semplice, fatto di sacrifici, pazienza e continua crescita.
Nel 2010 arrivò l’approdo al settore giovanile dell’Udinese, dove iniziò la sua formazione da portiere. Tre anni più tardi lasciò il Friuli per trasferirsi al Chievo, prima di intraprendere un lungo viaggio attraverso il calcio italiano. Pisa, Perugia, Modena e Pro Vercelli rappresentarono tappe fondamentali della sua maturazione, consentendogli di accumulare esperienza tra Lega Pro e Serie B.
La svolta definitiva arrivò con l’Empoli. In Toscana Provedel riuscì finalmente a coronare il sogno inseguito fin dall’infanzia, debuttando in Serie A il 21 ottobre 2018 nella sfida contro il Frosinone. Da quel momento iniziò la sua affermazione ai massimi livelli, costruita grazie a personalità, affidabilità e a un percorso tutt’altro che lineare.
La parabola di Ivan Provedel racconta come il talento, da solo, non basti. Servono coraggio, convinzione e la forza di seguire le proprie aspirazioni, anche quando sembrano andare contro ogni logica. Lui ha rinunciato a una promettente carriera da attaccante per inseguire il sogno di diventare portiere. Una scelta che, col tempo, gli ha dato pienamente ragione.

