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Ancelotti respinge le critiche: “La mia esperienza parla per me, solo Ferguson può insegnarmi

Carlo Ancelotti non si tira indietro e risponde con fermezza alle critiche ricevute dopo la prestazione del Brasile nell’ultimo impegno mondiale. Alla vigilia della sfida degli ottavi di finale contro la Norvegia, il commissario tecnico della Seleção ha difeso il proprio operato, ribadendo di avere piena fiducia nelle scelte compiute e nel percorso della squadra.

Nel corso della conferenza stampa, alcuni giornalisti hanno messo in discussione l’atteggiamento giudicato troppo prudente adottato contro il Giappone. Un’osservazione che ha spinto il tecnico emiliano a replicare con decisione, facendo leva sull’enorme esperienza accumulata nel corso della sua carriera.

“Da noi si dice che tutti vogliono fare gli allenatori e le donne le architette”, ha dichiarato Ancelotti. “Non so se capisco davvero il calcio, ma una cosa è certa: ho preparato più di 1.400 partite. Forse non basta per sapere tutto, ma credo sia un bagaglio di esperienza che merita rispetto.”

L’ex allenatore di Milan, Real Madrid e Chelsea ha poi citato Sir Alex Ferguson, considerato uno dei tecnici più vincenti della storia del calcio, come unico collega al quale riconoscerebbe un’autorità superiore in termini di esperienza.

“Ci sono tante opinioni e le ascolto tutte, ma se c’è qualcuno che potrebbe davvero darmi un consiglio è Alex Ferguson. Ha allenato oltre 2.000 partite. Io non mi considero un genio, ma sono consapevole di non essere uno sciocco.”

Le parole del commissario tecnico arrivano in un momento delicato del cammino mondiale del Brasile. La sfida contro la Norvegia, trascinata dal talento e dai gol di Erling Haaland, rappresenta uno snodo fondamentale per le ambizioni della Seleção, chiamata a conquistare il pass per i quarti di finale e a confermare il proprio ruolo tra le favorite per il titolo.

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