Chivu senza filtri: “Inter, due trofei sono pochi. Ma la stagione è stata positiva”
Cristian Chivu ha tracciato un bilancio diretto e senza giri di parole della sua stagione sulla panchina dell’Inter. In un’intervista concessa a Ivan Zazzaroni, l’allenatore nerazzurro ha raccontato emozioni, pressioni e difficoltà di un’annata vissuta ad alto livello.
Con il suo consueto tono ironico, Chivu ha commentato i risultati ottenuti: “Due trofei? Sono pochi, si poteva fare meglio! (ride, ndr). Ma no, scherzo: è andata bene. Io gioco per vincere e alleno per vincere, quindi non è andata male, anzi”.
Il tecnico rumeno ha poi ripercorso il momento del suo arrivo all’Inter, sottolineando il cambiamento radicale rispetto alle esperienze precedenti: “Col Parma avevamo già programmato il mercato, poi è arrivata l’Inter. È una sensazione diversa, allenare un club così è gratificante ma anche molto più complesso”.
Uno dei passaggi più delicati riguarda la gestione dello spogliatoio e dei giocatori di alto livello: “Mi sono chiesto se fossi in grado di lavorare con giocatori già affermati. Allenare giovani ambiziosi è un conto, entrare nella testa dei campioni è un altro. Ci sono pressioni completamente diverse, anche esterne, che all’Inter sono sempre altissime”.
Chivu ha poi parlato delle difficoltà incontrate durante la stagione: “All’inizio si vedevano le idee che volevamo portare, poi alcune sconfitte hanno riaperto vecchi discorsi e creato tensioni. Io non volevo rivoluzioni, ma evoluzioni: restare solidi senza snaturarci. Il club, però, non ci ha mai fatto mancare il sostegno”.
Spazio anche al tema comunicazione e pressione mediatica: “Ho provato a comunicare a modo mio, poi mi sono dovuto adattare. Non uso i social, ma mi hanno raccontato certe cose dette su di me, come ‘finto prete’. Fa parte del gioco, anche se non sempre è semplice”.
Il tecnico è intervenuto anche sul caso Bastoni-Kalulu, difendendo il proprio giocatore e criticando alcune interpretazioni: “Non è simulazione, è un contatto leggero. Il problema è che il VAR non può intervenire in queste situazioni. Dopo la partita si è creato troppo clamore, ma episodi simili succedono da sempre”.
Infine, una riflessione sulla pressione che circonda l’ambiente nerazzurro: “Una partita come Inter-Juve la vivi con un’intensità che solo chi ha giocato può capire. C’è sempre un’aspettativa enorme e ogni episodio viene amplificato”.
Un racconto lucido e diretto, che restituisce l’immagine di un allenatore consapevole delle difficoltà, ma soddisfatto del percorso e della crescita della sua Inter.


