A Balaton Park, Marc Marquez è tornato a fare ciò che gli riesce meglio: vincere. Il nove volte campione del mondo ha conquistato il Gran Premio d’Ungheria 2026, interrompendo un digiuno che durava da 266 giorni e raggiungendo un traguardo destinato a entrare nella storia del motociclismo: la centesima vittoria della sua carriera.
Un successo dal valore enorme, non soltanto per i numeri. Nella stessa giornata, infatti, anche Ducati ha festeggiato la centesima vittoria del proprio team ufficiale, rendendo il pomeriggio un concentrato di record e significati simbolici.
Ma dietro questo risultato c’è molto di più. La vittoria di Marquez rappresenta il punto di arrivo di un percorso lungo e complicato, fatto di infortuni, interventi chirurgici, momenti difficili e continui tentativi di ritrovare la forma migliore. Per questo il pilota spagnolo ha definito il successo “speciale” e particolarmente “caro”, perché conquistato dopo anni di sacrifici.
Sul tracciato ungherese, favorevole alle sue caratteristiche grazie alle numerose curve a sinistra e a un minore stress per il braccio destro, Marquez ha mostrato il meglio del proprio repertorio. Dopo una gara gestita con intelligenza e precisione, ha avuto la meglio su Pedro Acosta al termine di un duello intenso e spettacolare. Due giri di pura battaglia, combattuti al limite ma sempre nel rispetto reciproco.
Al termine della corsa, il pilota Ducati non ha nascosto la propria soddisfazione.
“Sono contento, ovviamente. Tornare a vincere dopo tutto quello che è successo è qualcosa di speciale”, ha spiegato. “Dal 2020 ho capito che da un giorno all’altro può cambiare tutto. Stiamo lavorando passo dopo passo per uscire definitivamente da questo tunnel.”
Marquez ha però mantenuto i piedi per terra, sottolineando come Balaton Park rappresenti un caso particolare all’interno del calendario. Le prossime tappe di Brno e Assen, infatti, saranno molto più impegnative dal punto di vista fisico e costituiranno un banco di prova importante per verificare i progressi compiuti.
“Fisicamente oggi mi sono sentito bene”, ha raccontato. “Questa pista non mette troppo sotto pressione il braccio destro. Nelle prossime gare sarà diverso e dovrò arrivarci nella migliore condizione possibile.”
Lo spagnolo ha inoltre voluto ringraziare Ducati per il supporto ricevuto nei momenti più difficili della stagione. Secondo Marquez, la fiducia dimostrata dal team quando i risultati tardavano ad arrivare è stata fondamentale per lavorare con serenità e ritrovare competitività.
Con la pole position, la vittoria nella Sprint e il successo nella gara lunga, il weekend ungherese si è trasformato in una vera e propria rinascita sportiva. Un risultato che non cancella le difficoltà degli ultimi anni, ma che conferma come Marquez abbia ancora la velocità, il talento e la determinazione per lottare ai massimi livelli della MotoGP.
La vittoria numero cento è realtà. Adesso la sfida sarà trasformare questa giornata storica nel punto di partenza di un nuovo capitolo della sua straordinaria carriera.


