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Inchiesta MA.DE: Il “servizio extra” che trema il calcio. Ecco chi rischia l’audizione in Procura


MILANO – Non bastano i nomi nelle chat, non bastano i sussurri nelle intercettazioni. Per varcare la soglia della Procura di Milano come testimoni, i calciatori coinvolti nell’inchiesta sull’agenzia MA.DE dovranno essere “inchiodati” dalle carte. La linea della procuratrice aggiunta Bruna Albertini è chiara: nessuna caccia alle streghe e, soprattutto, nessun inutile circo mediatico.

Oltre la movida: il peso dei bonifici

L’indagine, che ruota attorno alla presunta associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione con base a Cinisello Balsamo, entra nella sua fase più delicata. Al centro del mirino c’è il cosiddetto “servizio extra”: prestazioni sessuali a pagamento che sarebbero seguite alle serate nei privè più esclusivi della Milano da bere.

Ma chi rischia davvero la convocazione? Gli inquirenti della Guardia di Finanza non si accontentano delle vanterie dei procacciatori. Per convocare un atleta di Serie A o di fama internazionale, serviranno riscontri oggettivi:

  • Tracce digitali: Analisi forense di smartphone e tablet sequestrati agli indagati.
  • Tracce bancarie: Movimenti di denaro, bonifici o pagamenti elettronici che colleghino direttamente lo sportivo alla prestazione illecita.

Testimoni, non indagati

È bene ribadire un punto giuridico fondamentale: i calciatori non sono indagati. Nel codice penale italiano, il cliente non commette reato. La loro eventuale audizione servirebbe esclusivamente a blindare l’impianto accusatorio contro l’organizzazione, confermando che il sistema MA.DE non forniva solo “ragazze immagine” per fare presenza, ma gestiva un vero e proprio giro d’affari legato al sesso.

Il filtro della Procura

L’obiettivo degli inquirenti è scindere chi frequentava le feste per puro svago da chi, invece, alimentava il business della prostituzione. “Pochi nomi, ma certi”, filtra dagli uffici giudiziari. Nelle prossime settimane, una volta completata la mappatura dei flussi finanziari, verranno decisi i primi inviti a comparire.

Mentre i club restano alla finestra, preoccupati più dal danno d’immagine che dalle conseguenze penali (inesistenti), il mondo del calcio trattiene il respiro: la differenza tra una serata brava e un verbale in Procura passa tutta per un bonifico di troppo.

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