Per la nostra delegazione è arrivata la 7^ medaglia d’Oro di questa spedizione, ed è giunta dal Tennis, la prima di sempre in questo sport (sì, avete letto bene!), ed è stata ottenuta nel Doppio donne grazie alla coppia dei sogni composta da Sara Errani (Bologna, 37 anni) e Jasmine Paolini (Castelnuovo di Garfagnana, 28 anni). Diciamolo pure, un po’ tutti noi, zitti zitti, confidavamo nella medaglia più preziosa, sapevamo di essere i favoriti per il successo finale, ma si sa, un conto è aspettarsi di vincere, un altro conto ben distinto è riuscirci. Da un lato ci credevamo, ma dall’altro lato temevamo che sarebbe stato un po’ troppo attendersi addirittura il Titolo olimpico in uno sport in cui non avevamo mai avuto una grande tradizione, faticando persino a superare i primi turni. Invece la splendida e favolosa coppia azzurra ha sovvertito il passato ed ha trasformato in realtà un bellissimo sogno, facendo entrare la racchetta in una nuova dimensione, regalandoci una delle medaglie più attese, e per questo fra le più apprezzate, di tutta la storia italiana. Per la cronaca in Finale le nostre “spice girls” hanno superato le russe senza bandiera (in rappresentanza degli Atleti Individuali Neutrali) Andreeva-Snaider 2-6, 6-1, [10-7] al termine di un match molto combattuto, risolto soltanto nelle ultime battute, per un confronto vietato ai deboli di cuore, ma consigliato a chi ha a… cuore le sorti del nostro sport, a chi vive di certe emozioni, di certe soddisfazioni, di certe vittorie… Le buone notizie in questa giornata hanno riguardato anche il Nuoto, con uno strepitoso Gregorio Paltrineri che nei “suoi” 1500 sl. si è arreso soltanto al campione in carica R. Finke (USA), che con il nuovo record del Mondo fissato in 14’30″67 ha “costretto “ il nostro atleta ad accontentarsi di un Argento molto pesante. Per Greg si tratta del quinto alloro olimpico, uno in più, a livello individuale, di Grant Hackett (che però ha un Oro in più), con cui l’azzurro condivide la palma di miglior mezzofondista di ogni epoca. Argento, ma di ben altro “sapore”, anche per il team di Fioretto maschile (A. Foconi, F. Macchi, G. Bianchi, T. Marini), da cui ci aspettavamo qualcosa in più. Un 2° posto che chiude un torneo di Scherma tutto sommato deludente, ben al di sotto delle nostre aspettative, che sinceramente erano davvero tante…(il medagliere ha visto prevalere a sorpresa il Giappone, che ha preceduto tutte le vecchie scuole della lama). Intanto nel Volley donne si registra la splendida vittoria sulle campioni d’Europa della Turchia, asfaltate con un impietoso ed eloquente 3-0 (parziali vinti a 14, 16 e 21) che lascia ben sperare per l’immediato futuro. L’unica vera amarezza del giorno, sebbene fosse nell’aria, è giunta dall’Atletica, esattamente dai 100 metri, che hanno visto l’attesissimo campione in carica Marcell Jacobs non andare oltre il 5° posto – nonostante un buon 9”85 – in quella che è stata la Finale più veloce della storia, vinta in 9”79 dal favorito statunitense Noah Lyles (per 5 millesimi sul giamaicano K. Thompson), che promette faville anche nella doppia distanza e in staffetta.
La notizia sensazionale del giorno arriva dal Nuoto, esattamente dalla staffetta 4×100 misti, con gli USA che per la prima volta nella storia (proprio così) non sono riusciti a conquistare l’Oro in questa gara, arrendendosi a stento alla squadra cinese composta dai fortissimi Xu Jiayu (dorsista), Qin Haiyang (ranista), Sun Jiajun (farfallista, il meno forte dei quattro assi orientali) e Pan Zhanle (stileliberista neo Campione olimpico dei 100). Gran rammarico per Caeleb Dressel, che ha solo sfiorato il possibile 10° Oro olimpico che lo avrebbe issato al 2° posto in solitario nella classifica dei pluridecorati a cinque cerchi di ogni epoca. In Atletica, Salto in alto, fra le donne si registra, come da copione, il trionfo della simpaticissima Jaroslava Mahučich (fresca primatista mondiale), simbolo dell’Ucraina che cerca riscatto nello sport. Intanto si è chiuso il programma di Tiro con l’Arco, con la Corea del Sud che ancora una volta ha manifestato tutta la propria stratosferica superiorità, vincendo tutti gli Ori disponibili. Infine segnaliamo il trionfo di super Novak Djokovic (Serbia) nel Singolare di Tennis (doppio 7-6 a C. Alcaraz, Spagna), vincendo così il primo Oro olimpico in carriera, colmando a 37 anni l’unico neo di un palmares sontuoso ed inimitabile, diventando il secondo, dopo l’americano Andre Agassi, ad aver vinto sia i tornei del Grande Slam, sia le ATP Finals, sia l’Oro Olimpico individuale, un’impresa non riuscita nemmeno ai due mostri sacri della sua epoca Rafa Nadal e Roger Federer.


