Sfondo scuro Sfondo chiaro

Caso Malagò, la Procura FIGC verso l’archiviazione: nel mirino il nodo del tesseramento

La vicenda nasce dai ricorsi presentati da Renato Miele sulla posizione del presidente del CONI. Giuseppe Chinè dovrebbe proporre alla Procura generale dello Sport l’archiviazione dell’indagine, sulla scia di precedenti già esaminati dalla giustizia sportiva.

La vicenda relativa al mancato tesseramento di Giovanni Malagò potrebbe essere vicina alla conclusione. Secondo quanto emerge, il capo della Procura FIGC Giuseppe Chinè sarebbe infatti intenzionato a proporre alla Procura generale dello Sport presso il CONI l’archiviazione dell’indagine aperta sulla posizione dell’attuale presidente del Comitato olimpico nazionale.

Il procedimento era nato in seguito ai ricorsi presentati da Renato Miele, che aveva sollevato dubbi proprio sulla regolarità della posizione di Malagò in relazione ai requisiti previsti dallo Statuto federale. Gli stessi ricorsi, tuttavia, erano già stati dichiarati inammissibili dagli organi della giustizia sportiva.

Il nodo dell’interpretazione dello Statuto

Al centro della questione c’è soprattutto il significato da attribuire alla norma che richiede di essere “in regola con il tesseramento”.

Secondo l’interpretazione sulla quale si baserebbero le conclusioni di Chinè, tale formulazione non comporterebbe necessariamente l’obbligo di essere già in possesso di una tessera FIGC nel momento in cui viene depositata la candidatura.

La norma sarebbe invece riferita al rispetto delle condizioni e dei requisiti necessari per ottenere il tesseramento da parte di chi sia già titolare di una tessera federale.

È proprio su questa distinzione che si fonderebbe l’orientamento della Procura federale, destinato a escludere irregolarità nella posizione di Malagò.

Un precedente già esistente

La linea interpretativa non sarebbe comunque nuova. Un’impostazione analoga era stata già adottata in precedenti vicende riguardanti i vertici dello sport italiano, compreso Gabriele Gravina, predecessore di Malagò alla guida del CONI.

A rafforzare questa lettura ci sono inoltre due precedenti riconducibili al procuratore generale dello Sport presso il CONI, Ugo Taucer. In passato Taucer aveva infatti condiviso un’interpretazione dello Statuto secondo la quale la regolarità del tesseramento non avrebbe imposto necessariamente il possesso materiale della tessera al momento della candidatura.

La stessa impostazione era stata successivamente utilizzata anche nell’archiviazione dell’esposto relativo a Gravina.

Verso la chiusura del caso

Se la proposta di Chinè verrà confermata dalla Procura generale dello Sport, l’indagine sulla posizione di Malagò si avvierà quindi verso l’archiviazione.

Il punto decisivo sarà ancora una volta l’interpretazione delle norme federali sul tesseramento. La lettura adottata dalla Procura FIGC sembra orientata a considerare sufficiente il rispetto dei requisiti previsti dallo Statuto, senza ritenere indispensabile il possesso della tessera federale già al momento della presentazione della candidatura.

Una conclusione che, se confermata, chiuderebbe definitivamente una vicenda nata attorno alla posizione di Malagò e già finita più volte davanti agli organi della giustizia sportiva.

Articolo precedente

F1, Vasseur carica la Ferrari a Monza: “Lotteremo fino alla fine”

Articolo successivo

Mondiali basket femminile, l’Italia parte con il sorriso: Repubblica Ceca ko