Il conto alla rovescia è terminato e l’attesa sta per lasciare spazio al campo.
Alla vigilia dell’esordio nella Nations League contro il Belgio allo Stadio Olimpico, il commissario tecnico azzurro Roberto Mancini si è raccontato a tutto tondo, tra le emozioni del ritorno sulla panchina dell’Italia e le sfide che attendono la squadra.
Nonostante il pochissimo tempo a disposizione e i soli due allenamenti completi svolti con il gruppo, il mister ha espresso grande fiducia nel mix di gioventù ed esperienza convocato per questa nuova avventura.
I temi caldi della vigilia:L’emozione è tanta, soprattutto all’ascolto dell’inno nazionale, ma l’obiettivo primario resta quello di iniziare con il piede giusto e trascinare subito il pubblico dell’Olimpico dalla parte della squadra attraverso il bel gioco e il risultato. Mancini ha speso parole importanti per i prospetti del futuro, soffermandosi su Romano (paragonato a Matic) e affrontando il tema legato a Tresoldi, diviso a metà tra Italia e Germania in attesa di una scelta definitiva.
Il modulo è praticamente deciso, fatta eccezione per un paio di ballottaggi dell’ultima ora, complice la grande versatilità di giocatori come Kean, Zaniolo e Cambiaghi capaci di coprire più ruoli.
L’avversario: Il Belgio viene descritto come una selezione ostica e di grande valore, guidata da un ottimo allenatore, motivo per cui servirà una prestazione di alto livello per portare a casa la vittoria.
L’orizzonte è già tracciato: mettersi alle spalle il passato, lavorare sodo e puntare dritti alle fasi finali della competizione, trasformando la pressione in carburante positivo per divertirsi e vincere.

