Il successo di misura contro il Napoli ha riportato un pizzico di serenità alla Continassa, ma a Torino nessuno si illude. La vittoria arrivata domenica sera ha certamente migliorato l’umore dopo una settimana vissuta tra ritiri, tensioni societarie e contestazioni, ma non può bastare a spazzare via i problemi profondi che frenano i bianconeri.
Sul piano del gioco, la squadra di Luciano Spalletti non ha offerto una prova positiva sotto l’aspetto dell’impegno. A decidere la sfida contro gli azzurri sono state piuttosto due prodezze estemporanee di Alajbegovic e Boga. Ciononostante, si intravedono dei segnali positivi da cui ripartire: l’assetto iniziale con due linee strette e corte, poi evoluto in una difesa a tre o a cinque, ha dato maggiore compattezza alla struttura difensiva. Restano invece da registrare i reparti offensivi, con gli attaccanti che appiono ancora estranei alle logiche della manovra e poco cinici sotto porta.
Ora, però, il tempo per analizzare i progressi tattici è già esaurito. L’attenzione si sposta immediatamente sulla delicata trasferta di Europa League ad Alkmaar, dove Spalletti dovrà fare i conti con un vero e proprio bollettino di guerra. All’infinita lista di indisponibili — che comprende Grabara, Celik, Locatelli, Thuram, Sarr, Conceiçao, Nico Gonzalez, Yildiz, Milik ed Ekhator — si è aggiunto nelle ultime ore anche McKennie, fermato da un problema all’adduttore.
Con una rosa ridotta all’osso, schierare l’undici titolare somiglia a un vero e proprio sudoku. Il tecnico toscano si ritrova costretto a impiegare per forza maggiore giocatori che faticano a incidere, mentre la dirigenza valuta se intervenire sulla lista UEFA inserendo Zhegrova al posto del lungodegente Locatelli. Spalletti fa quel che può in una situazione oggettivamente complessa: i tre punti di domenica sono un viatico importante, ma la strada per la risalita è ancora lunghissima.


