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L’ennesimo film horror europeo della Roma: avanti di due gol, Old Trafford si trasforma nella kryptonite giallorossa

Certe storie, per chi ama il calcio e soprattutto per chi tifa Roma, hanno il sapore crudele di una maledizione cinematografica già vista.

Cambiano gli attori, cambia la cornice – stavolta il leggendario e decadente teatro di Old Trafford – ma il copione resta disperatamente identico: la Roma vola, incanta, si porta avanti di due gol in trasferta in Champions League, e poi si scioglie come neve al sole nel finale, consegnando la vittoria agli avversari. Finisce 3-2 per un Manchester United che barcollava, era in piena crisi e non vinceva una partita ufficiale da quasi due mesi (l’ultimo acuto era un 4-0 al Sabah). Eppure, i Red Devils ringraziano e festeggiano. I giallorossi, invece, leccano le ennesime ferite di una notte che grida vendetta.

Un impatto devastante: Roma padrona del campo

L’approccio dei capitolini è di quelli che stordiscono. Sfruttando le amnesie croniche e la fragilità di uno United irriconoscibile, la squadra di mistero e grinta parte a testa bassa. Bastano undici minuti per sbloccare il match: Mora pennella un cross delizioso in area, Soulé viene colpevolmente dimenticato dalla retroguardia inglese, ha tutto il tempo di stoppare la sfera e fulminare Lammens per il vantaggio romanista.

Il copione non cambia e la pressione non si allenta. Passano pochi minuti e Heaven intercetta goffamente il pallone con le mani in area: per il direttore di gara non ci sono dubbi, è calcio di rigore. Dal dischetto si presenta l’olandese Malen, che spiazza tutti e al 17′ fissa un incredibile e meritato 0-2. L’inerzia è totalmente romanista: Soulé e Malen continuano a fluttuare tra le linee sfiorando ripetutamente il colpo del k.o., mentre Old Trafford rumoreggia e lo United si affida solo a un destro alto di Bruno Fernandes da ottima posizione.

La svolta e l’assedio dei Red Devils

Nella ripresa, tuttavia, il vento cambia direzione. Al 55′ lo United riceve la classica “ciambella di salvataggio”: calcio di rigore per i padroni di casa. Dal dischetto si presenta ancora Bruno Fernandes, il cui tiro viene intuito e respinto da Vasquez. Ma sulla ribattuta si avventa Cristante, il cui ginocchio viene giudicato oltre la linea al momento della battuta. L’arbitro fa ripetere: dal dischetto, alla seconda opportunità, il portoghese non perdona e accorcia le distanze.

È il momento di massima sofferenza per i giallorossi. La squadra di Carrick fiuta il sangue e spinge con insistenza feroce. La dea bendata sembra girare le spalle agli inglesi quando Mbeumo si inventa una conclusione strepitosa che colpisce prima il palo destro, poi quello sinistro, incredibilmente senza varcare la linea di porta. Ma è solo il preludio a una capitolazione annunciata.

Il blackout finale: Balerdi, Cunha e la beffa

La Roma regge l’urto per larghi tratti, ma come già accaduto contro il Real Madrid, l’orologio si avvicina agli ultimi minuti e i fantasmi iniziano a materializzarsi. All’83’ si consuma la prima tragedia difensiva: Balerdi liscia clamorosamente un pallone sanguinoso in piena area di rigore, la sfera schizza dalle parti di Matheus Cunha che da due passi non può sbagliare e fa 2-2.

Il colpo è durissimo dal punto di vista psicologico e fisico. La Roma barcolla, e all’87’ si ripete lo stesso identico incubo: ancora Balerdi manca completamente l’impatto con la sfera, Cunha la controlla con freddezza glaciale e lascia partire una sassata micidiale che batte Vasquez per il definitivo 3-2. Nel recupero (91′) l’attaccante brasiliano macchia la sua magnifica serata con un intervento killer proprio su Balerdi, beccandosi un rosso diretto che lascia i suoi in inferiorità numerica, ma è solo un dettaglio statistico.

Il triplice fischio sancisce l’ennesima beffa europea per la Roma, incapace di gestire i vantaggi pesanti lontano dall’Olimpico. Per lo United è la fine di un incubo e una boccata d’ossigeno vitale; per i giallorossi, l’amara consapevolezza di dover fare i conti con i propri demoni nei minuti che contano di più.

IL TABELLINO
MANCHESTER UNITED-ROMA 3-2
MANCHESTER UNITED (4-2-3-1):
Lammens; Yoro, Maguire (43’ s.t. de Ligt), Heaven (30’ s.t. Martinez), Dalot; Mainoo, Baleba (6’ s.t. Tielemans); Mbeumo, Bruno Fernandes (43’ s.t. Mount), Diallo (30’ s.t. Lacey); Cunha. Allenatore: Micheal Carrick.
A disposizione: Heaton, Darlow, Mazraoui, Martinez, de Ligt, Fletcher, Andrey Santos, Mount, Tielemans, Lacey, Amass, Zirkzee.
ROMA (3-4-2-1): Vasquez; Mancini (31’ s.t. Ghilardi), Balerdi, Hermoso (31’ s.t. Ndicka); Rensch (21’ p.t. Lulli), Cristante, de Roon, Wesley; Soulé, Mora (1’ s.t. Pisilli), Malen (31’ s.t. Castro). Allenatore: Gian Piero Gasperini
A disposizione: De Marzi, Molina, Ghilardi, Ndicka, Koulierakis, Di Nunzio, Pisilli, Lulli, Castro.
ARBITRO: Gil Manzano (SPA)
MARCATORI: 11’ Soule (R), 17’ Malen (R), 58’ rig. Bruno Fernandes (M), 83’ e 86’ Cunha (M)
AMMONITI: Soule (R), Bruno Fernandes (M), Lulli (R), Malen (R), Heaven (M), Maguire (M)
ESPULSI: Cunha (M), per doppia ammonizione

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