Si respira un aria strana nel paddock del campionato più bello del mondo. Mentre autentici campioni si sfidano in pista a suon di record sul giro, tutti appaino in altre faccende affaccendati.
Le notizie di mercato hanno il sopravvento.
La scelta di portare in roso Marquez ha aperto il vaso di Pandora e tutti i mali si sono sparsi copiosi. Martin e Bez in Aprilia, Bastianini in Ktm, Miller a caccia di canguri. Quale ducati sarà riservata a Fermin Aldeguer? E Morbidelli cosa deciderà, lui che è fuggito dalla Yamaha, ora che Pramac si è legata alla casa giapponese?
In una decisone sola, Ducati ha perso un team, già campione del mondo e tre ottimi giovani, decidendo di puntare su un vecchio fenomeno che ha già vinto tutto e su una giovane promessa che praticamente non ha ancora vinto nulla.
Una scommessa che difficilmente si riesce a comprendere, a meno di non inserire due considerazioni.
La prima, ovvero una decisone imposta dall’alto, da un management che cerca disperatamente di rincorrere l’audience dei tempi di Valentino Rossi, senza rendersi conto che oggi le moto sono diventate esse stesse un prodotto di nicchia.
Basti pensare quello che si vedeva ai semafori delle nostre strade di città vent’anni fa. E soprattutto senza capire il rischio di aver reso tutto il carrozzone del Motomondiale una sorta di campionato nazionale spagnolo.
Mettere in sella alla moto più bella del mondo il pilota più seguito nel mondo dei social (Valentino, ancora, a parte). Questa sembra così essere la scelta doverosa per creare audience nella speranza che i due galli nello stesso pollaio facciano impazzire il povero Tardozzi in diretta Tv.
La seconda, ovvero una decisone tutta interna al team, che in poche parole temeva un Marquez in sella all’Aprilia o alla Ktm. E qui il discorso si fa ancora più scivoloso perché comporta una sostanziale denigrazione dei piloti attualmente sottocontratto. Pecco Bagnaia, bicampione del mondo in testa.
Promuovere Marquez non è stata solo una bocciatura per Martin, che continua in pista a fare il Martinetor, ma anche per lo stesso Bagnaia, come a dire che i due mondiali, vinti, quasi persi e poi rivinti in modo splendido non contino sostanzialmente nulla.
L’impressione è che si voglia ricreare la MotoGp degli anni d’oro, ma il Dottore giova ricordarlo corre oggi in auto e i giovani comprano sempre meno moto.
Ammettiamo poi che Marquez che è pur sempre un fenomeno maramaldeggi in rosso nel mondiale 2025. Ma pensiamo veramente che replicano la Formula noia del mondiale automobilistico si attraggano più spettatori? Ci ricordiamo i campionati di Doohan? E vogliamo paragonarli a questi decisi praticamente all’ultima gara?
Ragazzi, stiamo scherzando con il fuoco.
Nel frattempo, per chi ancora segue le vicende sportive, giova segnalare che Bagnaia con il suo solito modo irritante di fare, del tipo “tranquilli, scendo un attimo dagli amici al bar, magari passo a fare un saluto alla mamma, carico sul sellino la morosa, faccio pole position, vinco la Sprint, domino il Gp, e torno a sdraiarmi sul divano, come se nulla fosse”, ha praticamente maramaldeggiato ad Assen.
Di fronte alla tante chiacchiere, ha fatto spallucce e ha aperto il gas facendo sentire l’unica vera voce del Campione, quella degli scarichi in faccia.
Così facendo ha riaperto completamente il mondiale, anche se dietro di lui il Martinetor non molla mai e quelli dell’Aprilia godono come ricci.
Certo Mugello prima e Assen erano praticamente il giardino di casa di Pecco. Ora si torna al Sachsenring su una pista congeniale agli spagnoli
Staremo a vedere. Ma dopo otto weekend praticamente sono ancora tutti lì – persino il caro vecchio Marquez che, quando è arrivato il momento di piazzare la zampata vincente ha invece incominciato a fare degli errori piuttosto curiosi – ed è questo il campionato che vogliamo vedere.

