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Milan, l’effetto derby è già alle spalle: Amorim suona la carica in Europa League contro il Ferencvaros

Smaltita la grande euforia per il trionfo nel derby, in casa Milan è già tempo di voltare pagina. All’orizzonte c’è l’impegno di Europa League contro il Ferencvaros, un crocevia fondamentale per raddrizzare un cammino europeo fin qui balbettante, segnato da due sconfitte e una sola vittoria in tre uscite.

In conferenza stampa, il tecnico Ruben Amorim ha subito messo in chiaro le priorità, chiedendo alla squadra di mantenere alta la guardia e di trovare quella continuità di rendimento finora mancata lontano dai confini nazionali.

Vietato abbassare la guardia: testa al Ferencvaros

La stracittadina contro l’Inter appartiene ormai al passato. Ora la priorità assoluta si chiama Europa League: “Dobbiamo pensare a questa competizione che per noi è molto importante” – ha spiegato Amorim – “Domani dobbiamo vincere perché è fondamentale per il nostro obiettivo: andare fino in fondo”.

Un avversario, quello ungherese, da prendere con le pinze. Il Ferencvaros arriva a San Siro forte di un percorso netto in Europa (9 punti) e di un campionato in cui non ha ancora perso: “Hanno l’abitudine a vincere e sanno come si fa. Svolgono un ottimo 4-2-3-1 con grande rotazione nei ruoli e giocatori di qualità come Nagy in costruzione. Vengono qui senza niente da perdere, la responsabilità è tutta nostra”.

Il dilemma del turnover e la gestione della rosa

Con un calendario fitto e un dispendio di energie notevole nell’ultimo periodo, il capitolo rotazioni diventa un tema caldissimo. Amorim non nasconde i rischi legati al sovraccarico fisico: “La partita più importante è sempre la prossima, ma bisogna stare attenti. Non possiamo permetterci di perdere giocatori per un mese o un mese e mezzo. Quando si spinge troppo sull’acceleratore, il rischio infortuni è altissimo”.

L’identità rossonera e i margini di crescita

Interrogato sui primi cento giorni alla guida del Milan e sulla definitiva consacrazione dell’identità di squadra, il tecnico portoghese ha mantenuto il profilo basso: “Non raggiungeremo mai il livello massimo, neanche vincendo sempre. Credo però che un’identità ci sia già: vogliamo dominare le partite ed essere propositivi. Il nostro problema più grande, al momento, è non riuscire a chiudere gli avversari nella loro metà campo per lunghi tratti e fare meglio negli ultimi trenta metri”.

Per superare l’ostacolo ungherese, conclude Amorim, servirà lo stesso spirito visto nel derby: “Contro l’Inter siamo stati umili e attenti ai dettagli. Dovremo fare lo stesso domani. Abbiamo la capacità di battere chiunque, ma anche di perdere con chiunque: tutto dipenderà dal nostro approccio”.

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