Bologna, 27 ottobre 2026 – “Chi ami di più tra me e il Bologna?”. Da questa rivalità nasce “Sei bella come un gol del Bologna (ma dipende quale gol)”, il romanzo di Gianluca Morozzi pubblicato da Edizioni Minerva, che racconta quarantatré anni di amori multiformi per le donne e amore sconfinato per la squadra rossoblù. Un’esistenza divisa tra appuntamenti e partite, entusiasmi sentimentali e speranze sportive, separazioni e retrocessioni. Le fidanzate cambiano, alcune ritornano, altre lasciano ricordi impossibili da cancellare. Il Bologna rimane, accompagnando ogni fase della vita: dalle domeniche nelle categorie inferiori alle notti europee, dai campi di provincia ai grandi stadi, dalla Coppa Italia di Serie C alla finale di Coppa Italia. Morozzi intreccia questi due percorsi in un racconto in prima persona, ironico e partecipe, nel quale il calendario dei campionati diventa anche una cronologia del cuore. Un gol può richiamare un incontro, una formazione riaprire una stagione sentimentale, una trasferta riportare alla memoria una ragazza. E l’attesa di un messaggio WhatsApp può avere molto in comune con quella di un responso del Var.
Tutto comincia nel 1983. Nel giro di un’ora, il protagonista si invaghisce del Bologna e della compagna di banco. Due scoperte destinate a segnare il futuro, anche se in quel momento è ancora troppo presto per comprenderne le conseguenze. Il primo incontro con il mondo rossoblù avviene al bar Ulisse di via di Corticella, dove il nonno lo accompagna prima di andare alle scuole medie Zappa. È il 19 settembre e il Bologna ha appena vinto contro il Fanfulla. Per gli adulti che discutono davanti al giornale sportivo, però, quel risultato ricorda soprattutto la distanza dai fasti di un tempo. Il ragazzino ascolta, cerca di orientarsi e si domanda perché suo nonno dica “abbiamo vinto”, se in campo non c’era. Poi arriva Viola. Il calcio e l’innamoramento entrano così nella sua vita quasi contemporaneamente, inaugurando una lunga serie di coincidenze, confronti e interferenze. Da quel mattino, le vicende sentimentali e quelle della squadra continueranno a correre insieme, talvolta nella stessa direzione, talvolta con esiti del tutto opposti.
Il romanzo attraversa i decenni seguendo le donne che accompagnano il protagonista e i giocatori e gli allenatori che ne scandiscono la passione. I tre ritorni di Viola dialogano con i tre ritorni di Carlo Mazzone. La Mary si innamora più di Türkyilmaz che del proprio ragazzo. Il nonno di Giulia odia il Bologna con una ferocia che rende complicata perfino la convivenza a tavola. Ci sono le trappole di una fidanzata nemica del calcio e l’incontro con Dea, che invece è una tifosa accanita: un’intesa finalmente possibile, almeno in apparenza, perché la sua squadra è un’altra. Ogni relazione introduce una diversa forma di confronto con l’amore rossoblù, tra gelosie, complicità e incompatibilità.
Il calcio può diventare un terreno d’incontro o una ragione di conflitto. Può assorbire attenzione proprio quando qualcuno vorrebbe riceverla, imporre un orario, occupare una domenica, cambiare l’umore di una serata. Il protagonista prova a muoversi tra queste esigenze con risultati alterni, e Morozzi ne racconta gli inciampi attraverso dialoghi, digressioni e un’ironia che coinvolge anche chi sta narrando.
Il percorso sportivo attraversa luoghi, categorie e generazioni: da Lodi a Liverpool passando per Leffe, da Logozzo a Lucumi passando per Laribi, dalla Rondinella all’Aston Villa. Una geografia del tifo nella quale convivono campi minori e grandi palcoscenici, pomeriggi difficili e serate attese per anni. La storia rossoblù viene raccontata attraverso lo sguardo di chi la vive sugli spalti, nelle trasferte e nelle discussioni dopo una partita. Le formazioni, gli allenatori e i risultati diventano strumenti per ricordare: a una stagione si associa una relazione, a un giocatore un periodo, a una sconfitta una giornata che sembrava promettere tutt’altro.
Ci sono momenti in cui tutto pare andare nella direzione giusta, come la gloriosa settimana nella quale il protagonista conquista la più bella della festa e al Bologna arriva Roberto Baggio, “il più bello della festa”. E ci sono periodi nei quali le delusioni si sommano: la squadra retrocede e, sul fronte sentimentale, si scopre che “Vado in San Luca” significa “Ti lascio”.
La città accompagna l’intero racconto. Dalla Bolognina dell’infanzia ai locali di via Belvedere, dal Mercato delle Erbe alla Montagnola, Bologna emerge attraverso luoghi frequentati, incontri e abitudini. I bar sono spazi nei quali leggere i giornali, discutere di calcio, aspettare qualcuno o ritrovarsi dopo una delusione. Il Dall’Ara resta uno dei luoghi centrali di questa geografia affettiva. È il punto in cui si torna, stagione dopo stagione, anche quando le aspettative sono basse e l’entusiasmo è stato messo alla prova.
L’AUTORE
Gianluca Morozzi è nato a Bologna nel 1971. Ha esordito nel 2001 con Despero (Fernandel), al quale hanno fatto seguito 46 romanzi e più di 300 racconti. Tra le sue uscite: Blackout (dal quale è stato tratto il film omonimo), L’era del porco, Cicatrici (finalista al premio Scerbanenco), Lo specchio nero, tutti editi da Guanda, Gli annientatori, Dracula ed io (TEA), Il libraio innamorato (Fernandel), Che fine ha fatto la Neve? (TEA), A Bologna con Andrea Pazienza (Perrone), Nel dubbio, scrivi (Mondadori).
Maggiori Informazioni
ISBN: 9788833249612
Pagine: 464 pp + Cop. in brossura con bandelle
Prezzo: 20€
Genere: Narrativa
Collana: Egida
Data di uscita: 4 novembre 2026
Formato: 13 x 21 cm

