L’attesa è finita. Il Mondiale 2026 si prepara a incoronare la nuova regina del calcio con una finale che promette spettacolo e grandi emozioni.
Al MetLife Stadium di East Rutherford si affrontano la Spagna di Luis de la Fuente e l’Argentina di Lionel Scaloni, due nazionali che hanno saputo imporsi con percorsi diversi ma ugualmente convincenti.
Da una parte c’è la Roja, campione d’Europa in carica, protagonista di un torneo praticamente impeccabile. Gli spagnoli hanno costruito il loro cammino su un calcio fatto di possesso palla, organizzazione e solidità difensiva, incassando appena una rete in tutta la competizione. Dopo aver dominato la fase a gironi, la Spagna ha eliminato Austria, Portogallo, Belgio e Francia, conquistando la finale con autorevolezza e confermandosi una delle squadre più complete del panorama internazionale.
L’Argentina arriva invece all’ultimo atto forte della propria esperienza e di una mentalità vincente. La Selección ha dovuto affrontare un percorso più complicato, superando diversi ostacoli grazie al carattere e alla capacità di reagire nei momenti decisivi. Emblematica la semifinale contro l’Inghilterra, ribaltata negli ultimi minuti grazie alle reti di Enzo Fernández e Lautaro Martínez, entrambe nate dalle giocate di Lionel Messi.
Per la squadra di Scaloni la sfida rappresenta un’occasione storica: conquistare il secondo Mondiale consecutivo e scrivere un’altra pagina leggendaria dopo il trionfo del 2022.
Messi contro Yamal, la sfida tra passato e futuro
Il duello più atteso è senza dubbio quello tra Lionel Messi e Lamine Yamal. Il fuoriclasse argentino, all’ultima apparizione in una Coppa del Mondo, vuole chiudere la sua straordinaria avventura internazionale con un altro titolo. Finora ha trascinato l’Albiceleste con otto reti e quattro assist, confermandosi il punto di riferimento della squadra.
Di fronte ci sarà il talento più luminoso del calcio europeo. A soli 19 anni, Yamal rappresenta il presente e il futuro della Spagna. Le sue accelerazioni e la sua imprevedibilità possono diventare l’arma in più per scardinare la difesa argentina.
Il centrocampo sarà decisivo
Un’altra chiave della finale passerà dalla mediana. Rodri guiderà il gioco della Spagna, cercando di imporre ritmo e qualità nel possesso, mentre Enzo Fernández avrà il compito di dare equilibrio e inserimenti all’Argentina, oltre a supportare Messi nella costruzione delle azioni offensive.
Occhi puntati anche su Mikel Oyarzabal, protagonista con cinque gol nel torneo. L’attaccante della Roja dovrà vedersela con la coppia formata da Cristian Romero e Lisandro Martínez, due difensori aggressivi che rappresentano uno dei punti di forza della retroguardia argentina.
Le probabili formazioni
Spagna (4-2-3-1): Unai Simón; Porro, Cubarsí, Laporte, Cucurella; Rodri, Fabián Ruiz; Lamine Yamal, Dani Olmo, Baena; Oyarzabal.
Argentina (4-4-2): Emiliano Martínez; Montiel, Romero, Lisandro Martínez, Tagliafico; De Paul, Paredes, Enzo Fernández, Mac Allister; Messi, Julián Álvarez.
Luis de la Fuente dovrebbe affidarsi all’undici che ha eliminato la Francia, mentre Lionel Scaloni sembra orientato a schierare Julián Álvarez accanto a Messi, puntando sulla sua intensità nel pressing e sulla capacità di attaccare gli spazi.
Tutto è pronto per una finale che mette di fronte due filosofie di gioco differenti e due generazioni di campioni. La Spagna sogna di completare uno storico doppio Europeo-Mondiale, l’Argentina vuole difendere il titolo conquistato quattro anni fa e confermarsi sul tetto del mondo. Novanta minuti, o forse qualcosa in più, decreteranno chi entrerà nella storia del calcio.
Arbitro : Slavko Vincic ;
Assistenti Tomaž Klančnik e Andraž Kovačič
Quarto uomo: Adham Makhadmeh.


