Sorrisi, ironia e grande sportività hanno caratterizzato il discorso di Alexander Zverev al termine della finale di Wimbledon, persa in quattro set contro Jannik Sinner. Il tennista tedesco ha aperto il suo intervento con una battuta che ha subito strappato un sorriso al pubblico e allo stesso campione azzurro.
“Prima di tutto, Jannik: non mi piaci più”, ha esordito Zverev tra le risate generali, prima di passare ai complimenti sinceri nei confronti del nuovo campione. “Sei ancora una volta il miglior giocatore del mondo e hai dimostrato il perché. È stato un onore condividere con te il Centre Court. Congratulazioni a te e a tutto il tuo team: come dici sempre anche tu, i complimenti spettano anche a loro”.
Nonostante la delusione per il secondo posto, il numero uno tedesco ha voluto sottolineare gli aspetti positivi del suo percorso londinese, spiegando come le ultime settimane abbiano rafforzato la sua convinzione di poter un giorno conquistare il titolo di Wimbledon.
“Abbiamo vissuto due mesi straordinari insieme al mio team. Anche se oggi abbiamo perso questa finale, a 29 anni sento di poter vincere questo torneo in futuro”, ha dichiarato.
Zverev ha poi rivolto un sentito ringraziamento al pubblico, riconoscendo il sostegno ricevuto durante tutta la competizione: “Avete riempito il campo ogni giorno e siete stati una parte fondamentale del mio cammino fino alla finale”.
Prima di concludere, non è mancata un’altra battuta rivolta a Sinner: “Purtroppo anche lui tornerà qui”, ha detto sorridendo, facendo riferimento alla prospettiva di ritrovarsi ancora una volta di fronte uno degli avversari più forti del circuito nelle prossime edizioni dello Slam londinese.
Infine, il tedesco ha dedicato un pensiero alle Altezze Reali presenti nel Royal Box e a tutto il pubblico del Centre Court, definendo un “enorme onore” poter disputare una finale in uno dei palcoscenici più prestigiosi del tennis mondiale.
Un discorso elegante e ricco di fair play, nel quale Zverev ha saputo alternare ironia, rispetto per il suo avversario e fiducia nelle proprie possibilità, nonostante la sconfitta.


