Il ct Nicolato però è conscio che la questione non è colpa di una o due persone e di una partita: “Questa è la punta dell’iceberg che è quasi totalmente sommerso.
Dobbiamo scavare e trovare il modo di risolvere le cose all’interno perché il problema è più strutturale. Nessuno deve girare la testa dall’altra parte, è il momento di unire le forze e le competenze per tirare fuori qualcosa di buono dal nostro movimento”.
A livello di Mondiale, dopo la vittoria del 2006 c’è stato il nulla: “C’è una tendenza che parte dal 2010 dove non abbiamo passato il girone – ha continuato Nicolato -. In Italia siamo tutti bravi a criticare, ma quando c’è da fare e lavorare potremmo fare di più. Servono idee e competenze, ma servono modifiche strutturali i cui frutti, buoni o meno, li vedremo solo tra 5-6 anni”.
Sui giovani italiani – “E’ vero che ci sono pochi ragazzi italiani che giocano – ha concluso Nicolato, che coi ragazzi sta lavorando da anni -, ma è anche vero che il livello è piuttosto basso perché c’è stato un grosso disinvestimento nel settore giovanile. Le società sono in difficoltà, ma è proprio lì che dovranno essere fatti gli interventi”.

