A cura di Alberto Sigona. (Nella foto Sara Simeoni)
40 SARA SIMEONI (1953) ATLETICA
Grandissima “altista” azzurra, vincitrice di un Oro e 2 Bronzi continentali ma soprattutto di un Oro (Mosca 1980 con 1.97) e 2 Argenti olimpici. Nel 1978 stabilì il record del Mondo, alzando l’asticella a 2.01 (record durato 4 anni). Ha detenuto il primato italiano per 36 anni, sino al 2007, quando fu superato da Antonietta Di Martino. Fu portabandiera ai Giochi Olimpici di Los Angeles 1984.
39 STEFANIA BELMONDO (1969) SCI NORDICO
Stefania Belmondo è stata una delle più grandi sciatrici di fondo d’ogni epoca e per rendersene conto basta passare in rassegna il suo sterminato palmares che ne fa una delle più grandi sportive del gentil sesso. Ma andiamo per ordine: ai Giochi Olimpici ha ottenuto 2 Ori, 3 Argenti e 5 Bronzi (l’atleta italiana che ha vinto più medaglie olimpiche invernali in assoluto dopo Arianna Fontana); ai Mondiali 4 Ori, 7 Argenti e 2 Bronzi; ha vinto in Coppa del Mondo 23 gare senza però mai svettare nella Generale (vanta una Coppa Sprint).
38 GINO COLAUSSI (1914) CALCIO
Ala sinistra veloce e scattante, le sue specialità erano i cross ed i traversoni. Giocò per 10 anni nella Triestina (dal ’30), per un totale di 248-43. Poi passò alla Juventus nel 1940, rimanendovi due anni (40-7). Quindi trascorse un anno col Vicenza (26-10), e nel 1945 tornò al primo amore, la Triestina (un solo anno, 26-3). Chiuse la carriera nel Padova, dove dal ’46 al ’48 (sino a 34 anni) giocò 45 match conditi da 12 gol. Secondo alcuni giornalisti fu l’inventore del “doppio passo”, storicamente attribuito ad Amedeo Biavati.
In Nazionale (25-15) fu tra i primattori dell’era Pozzo, nonché uno degli eroi di Francia ‘38 (con 4 gol di cui 2 in Finale), assieme a Meazza e Piola, autentici mostri sacri di quella Nazionale che vinceva contro tutti.
37 PAOLO ROSSI (1956) CALCIO
È stato uno dei più forti “rapinatori” d’area di rigore, una sorta di Filippo Inzaghi ante litteram. Ha militato nel Vicenza (107-66, 61% di media gol), nel Perugia (36-14) e soprattutto nella Juventus (138-44, 32%), chiudendo la carriera giocando prima per il Milan (26-3), poi per il Verona (27-7), per un totale coi club di 341 presenze e 134 reti (39%), di cui 35-14 in Europa. Si ritirò a soli 31 anni dopo un drastico calo di rendimento. La sua miglior stagione fu la ‘77-’78 quando in A segnò 24 gol su 30 caps. Coi bianconeri vinse 2 Scudetti, 1 Coppa delle Coppe e soprattutto la Coppa Campioni ’85 (capocannoniere nell’edizione 1983). Fu Pallone d’Oro 1982.
In Nazionale (48-20, 9 gol iridati) è stato il protagonista principale del Campionato del Mondo 1982 vinto dalla sua Italia, segnando una storica tripletta al Brasile, una doppietta in Semifinale alla Polonia e dulcis in fundo un gol nella Finalissima con la Germania, per un totale, in quella edizione, di 6 reti (capocannoniere). Insieme a Roberto Baggio e Christian Vieri detiene, con 9 reti, il record italiano di marcature nei Mondiali, ed è stato il primo giocatore (eguagliato dal solo brasiliano Ronaldo) ad aver vinto nello stesso anno il Mondiale, il Titolo di capocannoniere di quest’ultima competizione e il Pallone d’oro. Proprio per via del suo exploit di “Spagna ’82”, Rossi è ritenuto uno dei più popolari sportivi italiani di sempre, in Italia e nel Mondo.
36 DINO MENEGHIN (1950) BASKET
Fra i più grandi cestisti di sempre (ruolo centro), vanta a livello di club 12 Scudetti, 7 Coppe dei Campioni, 2 Coppe delle Coppe, 3 Coppe Intercontinentali, eccetera. Nel campionato italiano ha totalizzato 836 partite, segnando 8.580 punti. In Nazionale (271-2947; 10,87) è stato Argento Olimpico 1980 mentre agli Europei ha ottenuto 1 Oro (vinto da protagonista) e 2 Bronzi. Il 5 settembre 2003 è diventato il primo azzurro ad entrare nella HALL OF FAME di pallacanestro. La sua carriera iniziata all’età di 16 anni e terminata a 44, è un esempio di longevità agonistica, che lo ha portato addirittura a giocare contro suo figlio in una partita ufficiale di campionato. Una famosa rivista di basket lo ha eletto nel 1991 miglior giocatore europeo di tutti i tempi.
35 GIANNI DE MAGISTRIS (1950) PALLANUOTO
È stato uno dei più prolifici goleador di tutti i tempi, vincendo la classifica dei marcatori di serie A in ben 16 edizioni del Campionato, dal 1969 al 1985, interrompendo questa striscia solo nel 1974, poiché le Fiamme Oro militavano nel campionato cadetto, e quindi quell’anno dovette “accontentarsi” di vincere la classifica marcatori della serie B. A livello di club vinse 2 Scudetti. In Nazionale ha disputato 388 partite ed ha partecipato a 5 Olimpiadi, unico pallanuotista italiano a riuscire in questa impresa, conquistando la medaglia d’Argento nell’edizione di Montréal 1976. Vanta inoltre tre presenze ai Mondiali dove ha conquistato il Titolo iridato nella rassegna di Berlino Ovest del 1978 (medaglia di Bronzo a Calì nel 1975 ). Sempre con il Settebello ha conseguito inoltre una medaglia di Bronzo agli Europei di Jönköping 1977. Il celebre centroboa italiano si è ritirato nel 1987.
34 GUSTAVO THOENI (1951) SCI ALPINO
E’ stato il più grande sciatore italiano prima dell’avvento di Alberto Tomba. Vanta 4 Coppe del Mondo Generali (24 “vittorie di tappa” di cui 9 in Slalom, 11 in Gigante e 4 in Combinata), 2 Coppe di Speciale e 3 di Gigante. Ai Mondiali vanta fra l’altro 4 Ori (1974, Slalom Speciale e Gigante, a cui vanno aggiunti i 2 in Combinata conquistati durante i Giochi Olimpici del ’72 e ’76, ma che all’epoca erano validi esclusivamente ai fini iridati). Si fregiò del Titolo Olimpico 1972 di Gigante. Contribuì significativamente alla diffusione e alla popolarità dello Sci Alpino in Italia, sia come pratica sia come seguito televisivo. Fu portabandiera ai Giochi Invernali 1976 e 1980.
33 UGO FRIGERIO (1901) ATLETICA
Il primo grande marciatore italiano, che era solito tagliare il traguardo al grido “Viva l’Italia”, conquistò ben 3 Ori Olimpici: nella 3 e nella 10 km di Anversa 1920 e nella 10 km di Parigi 1924; Bronzo nella 50 km di Los Angeles 1932 (alle precedenti Olimpiadi la marcia era stata esclusa dal programma). Con Mangiarotti e Thoni è stato due volte alfiere azzurro ai Giochi Olimpici.
32 SILVIO PIOLA (1913) CALCIO
Silvio Piola è stato l’attaccante italiano più letale e continuo di sempre in zona gol. Autore di una carriera lunghissima (conclusa a 40 anni), era il classico ariete d’area, aveva una discreta tecnica, ed era famoso per la sua rovesciata che nel tempo sarebbe diventata un marchio di fabbrica. Per il giornalista Bruno Perucca, Piola «possedeva la potenza di Nordahl, il colpo di testa di Charles, il tiro di Riva, l’astuzia di Boniperti, l’acrobazia di Gabetto» Con 274 gol realizzati (290 considerando l’ante girone unico) in 537 partite (51% di media-gol, altissima se si considera che abbia giocato sino a 40 anni) è tuttora il miglior marcatore della Serie A, davanti a F. Totti (250) e G. Nordahl (225). Il bomber lombardo iniziò la sua prodigiosa parabola nel ‘29 nella Pro Vercelli (127-51), per poi passare alla Lazio nel ’34, dove in 9 stagioni giocò 237 match conditi da ben 149 signature (63% di media-gol), diventandone un simbolo (sinora è il re dei marcatori biancocelesti). Dopo la Guerra passò alla Juventus ed in 2 anni giocò 57 partite condite da 26 gol. Dopo l’avventura bianconera Piola sembrava ormai in declino, ed invece nel ’47 iniziò una seconda giovinezza a 34 anni. In 7 stagioni col Novara, infatti, giocò 185 partite siglando ben 86 gol (46%), facendo strabuzzare gli occhi a chi lo vedeva ancora calcare i campi di gioco quasi fosse un ventenne. In particolare stupì quando all’età ai tempi proibitiva di 38 anni riuscì (su 31 caps) a siglare ben 18 gol in Campionato, un record che sarebbe resistito per molti decenni (solamente Luca Toni lo avrebbe infranto). La sua stagione più prolifica in A rimase comunque quella del ’36-37 (21 gol su 28 partite). Piola sinora detiene il record del maggior numero di gol segnati in una partita di Serie A: 6 reti, messe a segno in Pro Vercelli-Fiorentina (7-2) del 29 ottobre 1933. È anche il più giovane giocatore di A ad aver realizzato un poker (a 18 anni), in Alessandria-Pro Vercelli del ’31-’32. È inoltre il marcatore più anziano in A: in Novara-Milan del 7 febbraio 1954 andò in rete su azione all’età di 40 anni, 6 mesi e 9 giorni; il primato di Piola sarebbe stato poi superato da Alessandro Costacurta, che in Milan-Udinese 2-3 del 19 maggio 2007 segnerà (però su calcio di rigore) all’età di 41 anni e 25 giorni. In carriera segnò 364 gol, primato italiano: segue Del Piero con 344, Meazza 338, Toni 324, Totti 319, R.Baggio 318, F.Inzaghi 316, Di Natale 311…A livello di club su 629 match segnò 339 volte, pari al 53% di media. Nel suo palmares, per strano che possa sembrare, a livello di club non figura nemmeno un trofeo di valore, sfiorando la Coppa Europa Centrale del 1937. Per quanto concerne i bomber di A, personalmente lo colloco al 3° posto, alle spalle di G. Nordahl, M. Van Basten, ma davanti a G. Meazza, G. Batistuta e D. Trezeguet.
Con la maglia azzurra collezionò 34 partite segnando 30 reti (5 iridate), che gli permettono di essere il terzo cannoniere della Nazionale dopo Gigi Riva e Giuseppe Meazza, con la migliore media-gol in assoluto: 0,88 a partita, davanti ai 0,83 di Riva e ai 0,62 di Meazza. Con lui e Meazza in campo – con cui per anni formò un duo offensivo micidiale -, la Nazionale Italiana perse soltanto una partita. Fu un grande protagonista di Francia 1938, laureandosi Campione del Mondo (segnò 2 gol in Finale all’Ungheria). Vanta altresì 1 Coppa Internazionale (l’antesignana del Campionato Europeo).
31 DEBORAH COMPAGNONI (1970) SCI ALPINO
È da considerarsi la più forte sciatrice italiana d’ogni epoca nonché fra le prime d’ogni Nazione. Nel corso della sua carriera, fra l’altro costellata da infortuni molto gravi, ha vinto di tutto e di più. Tanto per cominciare s’è fregiata di 3 Ori Olimpici (supergigante ad Albertville 1992; slalom gigante a Lillehammer 1994, quando fu portabandiera; slalom gigante a Nagano 1998) ed un Argento nonchè di 3 Ori iridati (slalom gigante a Sierra Nevada 1996; slalom gigante, slalom speciale a Sestriere 1997). In Coppa del Mondo vanta 16 vittorie (13 in gigante, 2 in super gigante e 1 in slalom speciale) e 15 secondi posti, aggiudicandosi la Coppa del Mondo di Gigante del ’97. Va però precisato che la Compagnoni ha disputato poche stagioni agonistiche complete (nel ’93, ’94, ’97 e ’98) a causa dei suoi ricorrenti infortuni di cui facevo cenno all’inizio (e ha gareggiato per lo più in SuperG e Gigante). Negli anni in cui ha potuto dimostrare a pieno il suo talento e la sua classe, la valtellinese ha dominato la scena senza rivali, in particolare in slalom gigante dove tra il 1994 e il 1998 ha conquistato tutti gli Ori disponibili tra Olimpiadi e Mondiali. Si ritirò nel ’99. Difficile pensare quale posto avrebbe occupato nell’Olimpo dello Sci Alpino senza tutti gli infortuni che ne hanno inevitabilmente condizionato la carriera e (in un caso) messo a repentaglio addirittura la vita.
30 NICCOLO’ CAMPRIANI (1987) TIRO A SEGNO E’ stato senza dubbio il più grande tiratore a segno che l’Italia abbia mai partorito. Specializzato nella carabina, fra Londra 2012 e Rio de Janeiro 2016 totalizzò 3 Titoli Olimpici (e un argento), aggiudicandosi il metallo più ambito sia dai 50 metri (due volte) che dai 10 metri, diventando l’azzurro con più Ori individuali a cinque cerchi assieme a Nedo Nadi, Ugo Frigerio, Klaus Dibiasi e Valentina Vezzali. Ai Mondiali vanta un Oro ed un Bronzo (a squadre); agli Europei (comprendendo le prove a squadre) il suo bottino consta di 3 Ori, altrettanti Argenti ed un Bronzo.

