Per Cesc Fabregas non ci sono mezze misure: ogni partita è un banco di prova fondamentale. Alla vigilia del big match contro l’Inter, il tecnico del Como non nasconde le insidie della sfida, ma rivendica con orgoglio l’identità e la crescita costante dimostrata finora dalla sua squadra.
Il test Inter e la consapevolezza del Como
«Sapevamo fin dall’inizio che questa sarebbe stata una stagione speciale e impegnativa. Per noi è un esame continuo, ogni singola settimana», ha spiegato l’allenatore spagnolo in conferenza stampa. Arrivato alla sfida contro la capolista sulla scia di risultati positivi, Fabregas mantiene i piedi per terra ma rifiuta qualsiasi timore reverenziale.
L’Inter resta la squadra da battere in Italia: «In tre occasioni siamo andati vicini a batterli, ma quando alzano i ritmi e la qualità dimostrano di avere una marcia in più. Noi però non dobbiamo snaturarci né farci schiacciare dalla pressione. Faremo il nostro gioco, senza nervosismo, e a fine partita guarderemo il tabellone per capire a che punto è il nostro percorso».
Spazio ai giovani: l’orgoglio per le convocazioni
Oltre al campo, il progetto del Como si fonda su una forte fiducia nella linea verde. Fabregas ha espresso grande soddisfazione per i progressi di talenti come Liberali e per la scelta del CT azzurro Mancini di attingere a piene mani dalle nuove generazioni (come dimostra la recente chiamata di Cassano).
«Crediamo tantissimo nei giovani ed è un valore fondamentale per il calcio moderno», ha sottolineato il tecnico. «Le nuove leve vanno sostenute e guidate dagli allenatori, senza massacrarle al primo errore». Motivo di particolare orgoglio per la società lombarda è anche la prima chiamata di Ramon nella Nazionale maggiore spagnola: «Un traguardo straordinario per il ragazzo e un orgoglio per noi, felici di poter dare un contributo anche alla mia Nazionale».


