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L’ORA DELLA VERITA’

(Alberto Sigona) – Il periodo della dissimulazione è probabilmente terminato: la favorita per lo Scudetto sta iniziando a farsi avanti….

Tra le candidate al Titolo, l’Inter sta dimostrandosi quella con le credenziali migliori, mentre Milan e Napoli paiono destinate a vestire i panni delle principali antagoniste. Frattanto il calcio italiano si appresta ad accogliere una nuova iscritta al circolo della nobiltà: il Como…

La prima metà del Campionato ci ha finalmente svelato la notizia più importante, che attendevamo da tempo. Un po’ tutti l’avevano invocata, in tanti l’avevano pretesa. Essa per diversi mesi si era celata sul dorso del tangibile, sapientemente occultata tra le apparenze, opportunamente nascosta tra i meandri del verosimile e le pieghe dell’improbabile, tra le percezioni del forse e le intuizioni del “può darsi”. Qualcuno l’aveva intravista, altri ne avevano scorto lontanamente i contorni sfumati, altri ancora l’avevano solo immaginata. Nessuno però l’aveva osservata distintamente. Ebbene, dopo 19 giornate essa è venuta allo scoperto, palesandosi in tutto il suo splendore. Ci riferiamo ovviamente alla squadra a cui spettano i galloni di favorita per lo Scudetto, ovvero l’Inter. La compagine nerazzurra in queste ultime settimane natalizie si è svincolata dal gruppo di testa che per mesi aveva capeggiato la graduatoria di Serie A, ergendosene al comando solitario. Dopo averne condiviso sino a dicembre la cresta della classifica, il team di C. Chivu si sta affrettando a dimostrare di possedere le facoltà idonee ad emergere sulle varie antagoniste, ponendosi un passo avanti sulla cuspide presidiata dalle candidate al Titolo. Ciò sicuramente non rappresenta una sorpresa, men che meno una novità… In effetti la squadra nerazzurra rispetto alle compagne di ventura Milan, Napoli e Roma è quella che negli ultimi 5 anni può vantare una maggior abitudine a stazionare con continuità sulle grandi altitudini della Massima Divisione. E in un contesto come quello calcistico, dove spesso l’esperienza riscuote più tributi delle mere abilità, ecco che la consuetudine può fare decisamente la differenza. Ma a prescindere da tali constatazioni, è innegabile come l’Inter sia tra tutte le concorrenti quella meglio equipaggiata per imporsi nel lungo periodo. Il Serpente è superiore alle altre per qualità, per inclinazione al gioco di squadra (inteso sia tatticamente che mentalmente), per spirito di sacrificio, per idoneità atletica… E vogliamo parlare dell’ampia rosa a disposizione? Nessun team può disporre di un numero così elevato di ricambi, molti dei quali avrebbero il posto garantito in qualsiasi altra compagine. Insomma l’Inter non si ritrova al comando solitario grazie a particolari congiunture favorevoli o per chissà quali combinazioni fortuite. Essa sta iniziando a dileguarsi dal gruppo perché è semplicemente la più forte. Senza tanti giri di parole. L’ambizione al Tricolore non è solo una sensazione più o meno marcata, bensì si pone come un concreto obiettivo da inseguire con la consapevolezza di chi sa che può e deve aspirare a sorvolare le quote più elevate della catena montuosa che conduce alle mete più rinomate. Alle rivali, a quanto pare, non dovrebbe rimanere altro che sperare in qualche ipotetico contrattempo del Biscione, che magari potrebbe giungere in corrispondenza dei prossimi impegni internazionali, quando gestirsi tra Campionato e Coppa dei Campioni sarà davvero arduo, per uno sdoppiamento che potrebbe se non altro appianare le differenze qualitative tra le big votate al trono del calcio italico. A giovarsene potrebbe essere in primis il Milan, che quest’anno vedrà le coppe in tv. Ma anche il Napoli, candidato ad arrestare il cammino europeo un po’ prima dei nerazzurri, si pone in lizza per sfruttare prima o poi eventuali scorie di Champions… E la stessa Roma – presente “soltanto” in Europa League – da qui ai prossimi mesi, se nel frattempo non avrà smarrito la strada che conduce alla meta, potrebbe approfittarne… Per il resto l’Inter rimane la candidata con le migliori credenziali…

Il Girone d’andata ci comunica altresì che l’Atalanta sta tornando ad essere la provinciale di lusso che avevamo imparato a conoscere nell’ultimo decennio. Dopo lo sciagurato intermezzo targato Ivan Juric, che stava rischiando di smantellare in pochi mesi la dimora dei sogni proibiti eretta in 9 anni da G. Gasperini, la Dea sta ritrovando sé stessa. Gli ultimi risultati favorevoli stanno dimostrando l’efficacia della cura prescrittale da R. Palladino, il quale sta permettendo ai neroblù di guarire dai mali che sino a novembre l’avevano spossata non poco, e di sperare di tornare presto a rivivere i fasti dorati che ne hanno contrassegnato la storia recente. Chi invece i fasti dorati si appresta a viverli per la prima volta è sicuramente il Como di C. Fabregas. La società di proprietà indonesiana sta vivendo un torneo da favola che non si concilia per nulla col proprio passato tutt’altro che glorioso, per un rendimento che in proiezione futura promette una magnificenza che sino a pochi anni fa nessuno avrebbe nemmeno osato pensare, e che potrebbe inaugurare un nuovo corso aulico molto simile a quello vissuto sinora proprio dalla società bergamasca. Di certo, a prescindere dagli esiti venturi, ad oggi il Como rappresenta una felice alternativa alla noiosa tradizione imposta dalle solite note, il che non può che agevolare l’interesse e la passione nei confronti di uno sport che proprio per via di certe gradite “intrusioni” impreviste nel circolo del patriziato rimane il più spettacolare del Mondo.

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