Dopo oltre mezzo secolo di legame ininterrotto, si chiude il rapporto tra Bruno Conti e l’AS Roma. Una storia lunga 53 anni che ha attraversato tutte le dimensioni possibili del calcio: giocatore, dirigente, allenatore e guida del settore giovanile.
Tutto iniziò nel 1973, quando un giovanissimo Conti, originario di Nettuno, arrivò a Trigoria dopo essere stato scartato dall’Inter e aver valutato anche strade alternative lontane dal calcio professionistico. La chiamata della Roma cambiò il suo destino e diede il via a una carriera destinata a diventare leggenda.
Sulla fascia destra, Conti si è imposto come uno degli esterni più spettacolari del calcio italiano: velocità, dribbling e un sinistro imprevedibile gli valsero il soprannome di “Marazico”, coniato da Pelé. Con la maglia giallorossa ha conquistato uno scudetto e cinque Coppe Italia, oltre a una finale di Coppa dei Campioni che resta tra le pagine più importanti della storia del club.
Il suo percorso non si è però limitato alla Roma. Con la Nazionale italiana è stato protagonista assoluto del Mondiale del 1982, vinto in Spagna, diventando uno dei simboli di quella spedizione guidata da Enzo Bearzot.
Dopo aver chiuso la carriera da calciatore, Conti è rimasto un punto di riferimento per la società. Dal 1994 ha guidato il settore giovanile, diventando uno dei talent scout più apprezzati in Italia. Sotto la sua supervisione sono cresciuti numerosi giocatori che hanno poi lasciato il segno nel calcio italiano e nella Roma, tra cui Daniele De Rossi, Lorenzo Pellegrini, Alessandro Florenzi, Davide Frattesi, Matteo Politano, Gianluca Scamacca, Riccardo Calafiori, Edoardo Bove e altri ancora.
Nel corso degli anni ha ricoperto anche ruoli dirigenziali e tecnici, intervenendo in momenti delicati della storia del club e contribuendo a decisioni fondamentali per il suo rilancio. Il suo nome è rimasto costantemente legato alla famiglia giallorossa e alla crescita di nuove generazioni.
Oggi, però, arriva l’addio ufficiale a Trigoria. A 71 anni, anche per motivi di salute e per il desiderio di dedicarsi alla famiglia, Conti ha deciso di concludere la sua lunga esperienza operativa nella Roma. Un addio carico di emozione, ma non un distacco totale: il club potrebbe coinvolgerlo in futuro in iniziative speciali, soprattutto in occasione del centenario.
Si chiude così una delle storie più profonde e longeve del calcio italiano: quella di un uomo che ha rappresentato la Roma non solo in campo, ma in ogni ruolo possibile, diventandone uno dei simboli assoluti.
