Il calcio italiano ha scelto la sua nuova guida. Giovanni Malagò è stato eletto presidente della FIGC, raccogliendo il 68,58% dei consensi nell’assemblea federale convocata a Roma dopo le dimissioni di Gabriele Gravina.
L’ex presidente del CONI ha superato nettamente lo sfidante Giancarlo Abete, assumendo così il compito di rilanciare il movimento calcistico nazionale in uno dei momenti più delicati della sua storia recente.
L’elezione arriva a poche settimane dalla profonda delusione per la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2026, evento che ha accelerato il cambio ai vertici della Federazione. Un passaggio di consegne che segna l’inizio di una nuova fase per il calcio azzurro, chiamato a ritrovare competitività e credibilità sia sul piano sportivo che organizzativo.
Nel suo primo intervento da presidente, Malagò ha sottolineato il valore del lavoro di squadra e della collaborazione tra tutte le componenti del sistema calcistico italiano. Parole che hanno evidenziato la volontà di costruire un percorso condiviso per affrontare le sfide future e avviare un processo di rinnovamento.
L’assemblea elettiva è stata anche l’occasione per un ampio confronto sulle criticità che da anni affliggono il calcio italiano. Dai problemi legati alla crescita dei giovani talenti alle difficoltà infrastrutturali, passando per la necessità di riforme strutturali e per il rapporto con le istituzioni politiche. Temi che saranno centrali nell’agenda del nuovo presidente.
Nel corso dei lavori non sono mancati gli interventi dei principali protagonisti del movimento. Il presidente dimissionario Gravina ha difeso il proprio operato e spiegato le ragioni della scelta di lasciare l’incarico, mentre Abete ha criticato il percorso che ha portato all’elezione, sostenendo la necessità di affrontare con maggiore decisione i nodi irrisolti del sistema.
Tra gli obiettivi più importanti che attendono Malagò figura anche la preparazione a Euro 2032, torneo che l’Italia ospiterà insieme alla Turchia e che rappresenta un’occasione strategica per modernizzare stadi e infrastrutture sportive.
Con la sua elezione si apre dunque una nuova stagione per la FIGC. Le aspettative sono elevate e il compito non sarà semplice: riportare la Nazionale ai vertici internazionali e restituire slancio a un movimento che negli ultimi anni ha vissuto più ombre che luci.
