Sfondo scuro Sfondo chiaro

FIGC, oggi la svolta: Roma sceglie il nuovo presidente tra Malagò e Abete con entrambi si torna indietro

È il giorno decisivo per il calcio italiano: a Roma si è aperta l’assemblea elettiva della FIGC chiamata a scegliere il successore di Gabriele Gravina, dimessosi dopo la mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali 2026.

La sfida per la presidenza è tra due figure di primo piano dello sport italiano: Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. Per essere eletti serviranno 252 voti su un totale ponderato di 502,946 espressi dai delegati delle varie componenti federali.

Un’assemblea già accesa prima del voto

L’inizio dei lavori ha subito mostrato un clima intenso, con una partecipazione quasi totale dei delegati e interventi che hanno messo in evidenza le divisioni e le difficoltà del sistema calcio.

Nel dibattito è emersa una diagnosi condivisa: il movimento attraversa una fase critica, segnata da risultati sportivi deludenti e da una crisi strutturale che molti definiscono ormai di lungo periodo. Il tema del “declino” e della necessità di una riforma profonda è tornato più volte negli interventi dei rappresentanti delle leghe e delle associazioni.

Le posizioni dei candidati

Giovanni Malagò ha rivendicato il proprio legame con il mondo federale, presentandosi come figura di sintesi e responsabilità: «Sono uno di voi», ha dichiarato, sottolineando il peso della sfida e la volontà di contribuire al rilancio del calcio italiano dopo anni complessi.

Dall’altra parte, Giancarlo Abete ha criticato il percorso che ha portato all’elezione, definendolo poco chiaro e troppo centrato sulle persone più che sui contenuti. Secondo l’ex presidente FIGC, sarebbe stato necessario un confronto più approfondito sui nodi strutturali del sistema prima di arrivare al voto.

Il contesto: tra politica, riforme e infrastrutture

Nel corso dell’assemblea non sono mancati riferimenti al rapporto tra calcio e istituzioni, con diversi interventi che hanno sottolineato la necessità di un dialogo più stabile con la politica e di investimenti sulle infrastrutture, anche in vista di Euro 2032.

Il messaggio di fondo è chiaro: il nuovo presidente erediterà un sistema che chiede riforme profonde, unità tra le componenti e una strategia capace di riportare competitività al calcio italiano.

Attesa per l’esito del voto

Con le operazioni di voto in corso, l’assemblea entra ora nella fase decisiva. L’esito è atteso nelle prossime ore e determinerà non solo il nuovo vertice della FIGC, ma anche la direzione futura dell’intero movimento calcistico italiano.

Articolo precedente

Serie A , Calciomercato - il tabellone aggiornato

Articolo successivo

Malagò nuovo presidente della FIGC: il calcio italiano riparte dopo l'era Gravina, ma nessuna innovazione