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Sarri affondato dall’emergenza: “Con 14 giocatori fuori la vedo dura”

Il pareggio casalingo contro i kazaki del Kairat Almaty in Conference League lascia in eredità tanta amarezza e un quadro d’emergenza drammatico in casa Atalanta. Ai microfoni di Sky Sport, un Maurizio Sarri visibilmente sconsolato fa il punto sulla situazione della squadra, travolta da un’infermeria stracolma e da un tour de force insostenibile.

Un’emergenza senza fine “Se in un momento in cui hai fuori quattordici giocatori questa deve essere la settimana del rilancio, la vedo dura”, esordisce il tecnico toscano senza nascondersi dietro un dito. I numeri fotografano un vero e proprio bollettino di guerra: “Oggi avevamo dieci infortunati e quattro giocatori per i quali le valutazioni sconsigliavano l’utilizzo per più di mezz’ora, quindi diventa difficile”. Una situazione limite che riduce drasticamente le opzioni a disposizione e condiziona la competitività dei nerazzurri.

Il rammarico e la scossa d’orgoglio Analizzando la sfida, Sarri recrimina per la gestione del match: “Potevamo sicuramente vincerla, se non avessimo preso un gol stupido. Poi la partita si è fatta difficile”. Nonostante i limiti evidenti, il mister salva almeno l’atteggiamento: “Meno male che non abbiamo mollato, perlomeno dal punto di vista della voglia di portare a casa almeno un risultato positivo, quella c’è stata”.

La manovra, tuttavia, ne ha risentito pesantemente: “Abbiamo fatto fatica: circolazione della palla piuttosto lenta, fatica ad attaccare gli spazi, fatica a giocare contro una squadra chiusa. Però, con tante attenuanti, prendiamo questo punto e vediamo di andarci a prendere la qualificazione più avanti, quando staremo meglio”.

I singoli e le fatiche del calendario Il tecnico si sofferma anche sulle condizioni dei singoli, a partire dal rientrante Scamacca: “È stato fermo, ma è anche difficile pretendere di più perché io l’ho visto solo ieri in allenamento. Da altri mi aspettavo di più, ma con 8 partite in 23 giorni non era facile”.

La coperta cortissima costringe a scelte forzate e a pericolosi adattamenti: “La trasformazione presenta di base già delle difficoltà, poi ad oggi ne abbiamo molte: in difesa avevamo un ragazzo dell’Under 23, e Sulemana è tornato solo da poco”. Un momento di durissimo sacrificio per l’Atalanta, che ora stringe i denti in attesa di tempi migliori e di un completo recupero della rosa.

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