Il Milan rischia di compromettere tutto dopo un’ora di grande calcio. Avanti 3-0, i rossoneri abbassano progressivamente il ritmo e finiscono per concedere all’Atalanta l’occasione di una rimonta clamorosa. La Dea torna in partita e mette a nudo le fragilità della squadra di Ruben Amorim, che nel finale perde lucidità e rischia di vanificare quanto di buono mostrato nei primi 65 minuti.
Il tecnico portoghese, tuttavia, preferisce guardare anche agli aspetti positivi, senza nascondere le criticità emerse nella parte conclusiva del match. «Penso che alla fine il risultato sia la cosa più importante, ma dobbiamo analizzare la prestazione: a un certo punto abbiamo perso la pazienza. Dopo il 3-1, anche i tifosi hanno percepito il nostro nervosismo. Per certi versi, negli ultimi venticinque minuti abbiamo meritato di vivere queste sensazioni. Nel complesso, abbiamo giocato bene per i primi 65-66 minuti, mentre nella parte finale siamo calati».
Il calo dopo il 3-1: stanchezza e nervosismo
Amorim entra poi nel dettaglio delle difficoltà incontrate dalla squadra, soffermandosi sul cambio d’inerzia che ha caratterizzato la seconda parte della gara. Più che una questione di distrazione, secondo l’allenatore, a pesare sono stati la stanchezza e la perdita di fiducia.
«Non so esattamente cosa significhi essere distratti. Eravamo un po’ stanchi, forse anche l’Atalanta, perché pure loro hanno giocato a metà settimana. L’inerzia della partita è cambiata completamente dopo il 3-1: abbiamo smesso di pressare ed è aumentato il nervosismo».
Un passaggio a vuoto che il Milan dovrà imparare a gestire meglio. «Nel calcio può succedere, ma dobbiamo essere più continui nelle prestazioni e nei risultati. E anche quando siamo costretti a soffrire, dobbiamo farlo meno».
Due gol evitabili, ma Amorim difende il Milan
Il tecnico rossonero non nasconde gli errori commessi nella fase difensiva, soprattutto nella gestione dell’area di rigore e delle transizioni avversarie. I due gol concessi all’Atalanta, arrivati quando la partita sembrava ormai sotto controllo, rappresentano un campanello d’allarme da non sottovalutare.
«Avremmo sicuramente potuto evitare entrambe le reti, controllando meglio l’area e le loro transizioni. In alcune situazioni non abbiamo seguito le corse degli avversari».
Nonostante il finale sofferto, Amorim invita però a non perdere di vista quanto costruito nella prima parte della gara. «Stiamo giocando bene e non voglio concentrarmi soltanto sugli ultimi minuti. Per circa un’ora abbiamo fatto una buona prestazione, difendendo bene e dimostrando di essere una squadra più completa. Abbiamo creato occasioni, gestito il pallone e controllato le loro transizioni, anche nei duelli individuali».
La svolta negativa è arrivata dopo il 66° minuto, quando la stanchezza ha iniziato a farsi sentire e il Milan ha perso sicurezza. «È subentrato un calo generale: abbiamo perso fiducia e non siamo più riusciti a mantenere lo stesso livello».


