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Questione di manico – l’inverno è passato. Rubrica a cura di Luca Mencacci

Inizia oggi sulla pista di Sepang una tre giorni di prove ufficiali. I collaudatori hanno fatto il grosso del lavoro e deliberato le scelte migliori. Ora spetta ai piloti dare gli ultimi suggerimenti e rifinire, secondo il proprio personale stile di guida, quei capolavori di meccanica ed elettronica che sono le motogp attuali.

Tutte le aziende, del resto, hanno lavorato con grande impegno nella pausa invernale.

La KTM ha avviato una intensa collaborazione con i campioni in carica della F1 per sviluppare dei pacchetti aerodinamici. A guardare la carenatura, la RC16 2023 sembra cresciuta nelle dimensioni complessive e questo ha comportato anche vistose modifiche del cupolino e delle ali, che si sono adeguati al maggior ingombro. Senza rivelare i dati di Pedrosa, che ha girato misteriosamente senza trasponder, Pit Beirer ha espresso parole di grande elogio per il lavoro svolto dagli ingegneri del team RedBull di Adrian Newey.

Anche l’Aprilia ha fatto le cose veramente in grande. La casa di Noale a messo a disposizione a di Savadori ben 6 versioni differenti della RS-GP, tra cui quella allestita con due vistosi deviatori dei flussi di aria montati sul cupolino. La soluzione, denomina S-Duct e mutuata dalla Ferrari di F1 del 2008, alleggerisce l’impatto dell’aria sulla zona delle spalle del pilota e lo aiuta, quindi, nella gestione della moto. Il collaudatore cesenate, inoltre, ha continuato a sviluppare tanto la carenatura con l’evidente scalino, già vista sul finire del 2022, quanto una protuberanza a bulbo che sostituisce il classico puntale, garantendo un flusso d’aria più lineare e quindi una minore resistenza all’avanzamento.

La Yamaha non ha presentato novità aerodinamiche evidenti come quelle proposte dalla concorrenza. Ci sono stati degli ovvi affinamenti, ma la differenze più visibili appaiono solo nel codone con delle inedite ali e nel cupolino che ora assomiglia molto al profilo di una manta. La sorprese più interessanti sembrano però nascoste sotto il vestito, comunque filante e aggressivo. Crutchlow, a lungo il più veloce in pista, è stato capace di una velocità di punta pari a 335 km/h, cinque km orari meglio di quanto realizzato da Quartararo nel GP dello scorso anno e otto in più rispetto alla M1 nei test di Sepang del 2022.

La Honda ha incominciato la sua rincorsa alla ricerca della competitività perduta. L’innesto di due tecnici del calibro di Ken Kawauchi, ex responsabile tecnico Suzuki, e di Shinichi Kokubu, già project leader della HRC sino al 2017, dimostrano la serietà dei propositi. L’intenso lavoro di Bradl mostra che c’è ancora un po’ di strada da percorrere anche se la casa dell’Ala dorata ha dato l’impressione di fare del sandbagging ovvero di sottoperformare deliberatamente l’evento in attesa del ritorno di Marquez.

Last but not ovviamente least, La Ducati pare essere ancora la moto da riferimento. Dall’esterno la casa di Borgo Panigale non sembra aver introdotto molti cambiamenti, ma la velocità espressa da Pirro nell’ultima giornata mostra che gli affinamenti, come un profondo incavo nella parte centrale della carena, sono andati nella giusta direzione. Del resto, la Ducati può giocare di rimessa. Sono gli avversari ad essere costretti ad inseguire la rossa emiliana e, a quanto pare, sembrano già costretti a farlo.

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